POVERI E FELICI

Quando ho sentito della morte di Robin Williams, ormai qualche settimana fa, io, come la maggior parte delle persone presumo, ho pensato -proprio lui, con tutti i soldi che ha?-. Ed un istante dopo mi sono risposta da sola, che siamo pieni di tutto ma felici di niente, che si stava meglio quando si stava peggio.
E poi mi ronzava nella testa qualcosa che avevo letto, a proposito dei poveri, di quando appunto "si stava meglio quando si stava peggio". Non sono mai riuscita a  ricordare in quale dei miei innumerevoli libri lo avessi trovato e purtroppo anche lasciato, senza soffermarmici troppo, visto che non riuscivo a ricordare nè titolo nè autore.
Fino a poco fa. Quando ho puntato l'occhio su una delle mensole della mia libreria e si è rivelato così. Come un'illuminazione. "I camminanti". Eugenio Barisoni.
E' un libro di caccia, la maggior parte di voi non lo ha di certo letto.
Ma io vi prego di trovare qualche minuto del vostro tempo per gustarvi un respiro di libertà, di pace, di leggerezza. Di splendida strafottenza e bisogno di nulla.
So che oggi vivere così sarebbe impossibile, non ditemelo. Purtroppo.





"I CAMMINANTI AMICI MIEI" di Eugenio Barisoni
All'abbassarsi del giorno i passeri entrano a branchetti in città per andare a pollaio sugli alberi fronzuti dei giardini e dei passeggi pubblici. alla stessa ora, a uno a uno, a due insieme, i poveri ne escono per andare a cerccare ricovero nei fienili e nelle strade delle case coloniche poste a qualche ora di cammino dalla periferia. tornando da caccia ogni sera li incontro non mai nello stesso punto. Di mano in mano che si scende verso l'inverno  il loro incontro avviene sempre più lontano dalla città, sempre più aperta e solitaria campagna, ognora più nell'ombra fredda della sera. finchè la loro apparizione si fa vaga e incerta sulle vie buie, e svanisce nella notte invernale confondendosi come l'ombra dei trapassati nella profondità del nulla.Raminghi e liberi i viandanti ed io cacciatore. Errabondi  e felici. Felici mentre l'umanità ci commisera considerandoci di un'altra stirpe.  calcolando le medesime strade e vedendomi male in arnese un poco come loro con la cacciatora lorda e gli stivali infangati, il cane pure insudiciato del limo della risaia, i camminanti mi salutano. una sera, due , tre, finchè ci scambiamo qualche parola. Accarezzano il cane anche se è impillaccherato, chè le loro mani non temono il sudicio. il cane da caccia per via dell'istinto vagabondo e campagnolo, al contrario dei cani urbani e casalinghi, ama il povero. gli piacerebbe andare in volta con lui di casale in casale, dormire sul fieno e sulla paglia, dissetarsi ai rigagnoli che fiancheggiano le strade di campagna. il cane si strofina ai calzoni rappezzati del camminante, il quale dice: - Che bella bestia.La sera seguente i due si riconoscono e si fanno festa. allora il povero, il quale è sempre riguardoso, si rivolge a me e mi chiede: - Avete fatto fortuna quest'oggi?Così di incontro in incontro, di parola in parola, diveniamo familiari. in questo modo io discorro coi camminanti che dormono nelle stalle. E ho scoperto che sono felici.sono quasi tutti vecchi o almeno attempati. Quanti anni avranno? Non lo sanno neppure essi, perchè da molto tempo, da infinito tempo, trascinano la loro lieta miseria e gli anni non li contano. Non conoscere la propria età e come non scorgere il confine della vita. Ciò significa non temere la morte: è codesta la prima felicità del povero.Il povero non pensa al domani. ecco la seconda grande felicità. Egli dice: - Domani ci sarà o non ci sarà il sole?L'unica faccenda della quale si occupa, ma non eccessivamente.Ha un pastrano vecchio e pesante o una mantelletta da soldato, con l'orlo lagrimoso, un sacco e un ombrello legati con uno spago dietro la schiena. Se le scarpe sono rotto e i piedi senza calze, non soffre l'umido e il freddo ai piedi. Dorme al riparo. Sta a godersi più a lungo la paglia quando piove. Andrà in città più tardi, anche non vi andrà. mangiare? il viandante mangia sempre, un pezzo di pane nel suo sacco non manca mai. L'agricoltore, il fattore, il colono stesso quando piove hanno maggiore pietà del povero e gli fanno dono di una scodella di minestra calda in cui inzupperà il suo pane duro.Del resto che gli importa del domani? Quando io la sera discorro coi camminanti non li ascolto mai accennare al futuro, all'inverno che viene, agli eventi buoni o cattivi che li aspettano. Domani li incontrerò qualche tratto più in là, di ritorno dalla loro giornata spensierata e tranquilla come quella di ieri, di ieri l'altro. L'umanità affaccendata e travagliata dei ricchi non vive mai nel presente. Tutto è rivolto al domani, disegni e speranze ambizioni bramosie. Ho chiesto spesso al camminante: - Che ti aspetti domani? - Mi ha guardato curiosamente, mi ha risposto : -Nulla. - Non mi ha detto come prevedevo: -Una buona elemosina e la salute, - perchè l'una e l'altra sono cose certe e assolute come l' aria la terra l'acqua. Si lascia morire di fame un povero? Il ricco può morire di inedia morale e qualche volta materiale, il povero mai.I camminanti sono tutti sani. Forse quelli ammalati non vanno a dormire nelle stalle e nei fienili. Oppure muoiono che nessuno li vede, senza ammalarsi. Fatto sta che io non incontro altro che poveri in perfetta salute. il povero non può ammalarsi, non ne ha il pensiero, nè il timore. Il ricco spesso dice tra sè: -Oimè che mi ammalerò. -. Comincia ad immaginare di stare poco bene, ad aver paura di prendersi il tale e talaltro malanno. E tutti conoscono la sentenza del Guerrazzi: "niente contribuisce tanto ad attirarci addosso una sventura quanto temerla ed aspettarla".Voi direte che il povero non pensa al domani e non teme la morte perchè è rassegnato al peggio, che sarebbe per lui la liberazione. Come si vede che non conoscete l'animo del povero... nessuno è più affezionato di lui nella vita. Appunto perchè egli riceve dalla vita tutto il bene possibile, il solo bene che è riservato ai mortali: vivere secondo natura. i passeri vanno ad albergo la sera, i poveri escono dalla città e vanno a cercare ricovero nelle stalle e nei fienili. Nessun animale pensa al domani, godendosi oggi la felicità là dove e come la trova. Nè pensa ai malanni della sorte o del corpo, provvedendo solo a conservare e a prolungare l'esistenza.viene l'inverno e i camminanti scompaiono. dove vanno? Forse cadono in letargo. quando durante la cattiva stagione io rincaso dalla caccia al crepuscolo non li incontro più. anche molti animali cadono in letargo o emigrano. I poveri forse emigrano. li ritrovo a primavera. Non sono invecchiati, appunto perchè sono tutti vecchi e gli anni e i malanni non hanno effetto su di loro. Non si stupiscono di rivedermi. Accarezzano il cane, mi salutano con la stessa voce, gli stessi gesti il medesimo sguardo umile e contento. Non chiedo dove sono stati perchè sono certo che è un loro segreto, li costringerei a dire il falso.La primavera, l'azzurro del cielo e il verde dei campi li rende più vivaci ma non più felici. i camminanti, lo ripeto, sono sempre felici e la felicità non ha gradi. Sull'umanità la primavera fa uno strano effetto. Una inquietudine febbrile, un'ansia di operare di godere, uno scontento del tempo che fugge, un desiderio smanioso di ignoti e acuti piaceri occupano in primavera il cuore e la mente degli uomini ricchi. tali sentimenti turbano la gioia  che la primavera reca con sè. ma i poveri, come i passeri, accettano il conforto  del sole dei colori dei profumi con lo stesso animo tiepido e quieto con cui sopportavano in autunno la malinconia dell'ombra serale e i primi brividi di freddo. Di mano in mano li incontro sempre più presso la città. Quando le sere sono lunghe  e languide, in marzo, al termine della stagione della caccià, trovo i camminanti seduti sulle panchine nei viali della periferia. Vi sono pure le coppie degli innamorati, passano i soldati e si odono, le domeniche, le note della banda. aspettano che tutto sia tornato tranquillo e deserto, che siano accese le luci allineate e smemorate dei viali per caricarsi il loro sacco sulle spalle e avviarsi felici verso i lontani ricoveri.

Commenti

Post più popolari