Maculato e animalier

Il "maculato", "animalier" o "leopardato" credo di averlo iniziato ad adorare intorno ai vent'anni.  Ma giusto qualche giorno fa, mi sono resa conto parlando con alcune persone, che questo tipo di abbigliamento o accessori non trova riscontri positivi in tutti.
Il fiume di "animalier" divide in due sponde opposte chi ne è inconsapevolmente attratto e chi contrariamente ne é quasi schifato. Non ci sono gli indifferenti, non ci sono i "beh dipende...se mi piace lo compro".
Ed ho pensato, a ragione, che come tutti gli argomenti che dividono, alle spalle dovesse esserci una storia forte, che ne ha formato una reputazione e delle conseguenti sensazioni.
Il maculato ha una storia antichissima: in Grecia già esisteva, era chiamato "zoote"  e successivamente, in epoca greco romana, la sua esistenza si intrecciava con il culto dionisiaco, con il manto delle foere, le stesse che ritroviamo nell'inferno di Dante : "lonza dal pel maculato".
L'iconografia del 400 rappresenta una Maria Maddalena  i cui abiti hanno spesso dettagli di pelliccia maculati, evidenziando un chiaro riferimento ai suoi trascorsi lussuriosi e lascivi.
Nel rinascimento assume un significato ancora piú negativo, attribuendovi un vincolo con l'aldilá in rituali esoterici e satanici.
Avvicinandoci, relativamente, ai giorni nostri all'inizio del secolo scorso indossare pellice maculate palesava classe ed eleganza, ed era molto di moda tra le dive del cinema... e siccome gli/le eccentrici/he non sono mai mancati, l'attrice Josephin Baker possedeva addirittura un leopardo da compagnia, di nome Chiquita.
Ma spesso, giá allora, si scadette nel volgare.
Fu nel '31 che si videre le prime vere pellicce, un esempio l'attrice Marjorie White, e nel 45 ne fecero sfoggio  Rosalind Russel e Jane Wieder.
Il primo vero stilista a lanciare l'animalier in passerella fu Dior. Correva l'anno 1947 e divenne uno status symbol tra le signore bene dell'epoca.
Storia fece Eva Gardner che nel 1952 indossó una guepier leopardata ed una collana di perle.
Lei, la musa, nel film "Sciarada" indossó un cappellino maculato di Givenchy. Ovviamente parlo di Audrey Hapburn. E in italia la miss Maria Bosé fece sfoggio di una pelliccia leopardata a pelo corto.
Verso gli anni 60 e 70 l'animalier era prerogativa di rockstar e modelle, e di uno stile quindi aggressivo.
E' stato Roberto Cavalli a far sfilare tutta una linea animal print, facendone la brand identity dagli anni 70 fino ad oggi.
La stagione autunno/inverno 2013/14 ha rilanciato (se ce ne fosse stato bisogno...) il maculato come un must have, sfoggiato da vere icone del fashion e dello show business, acquistando una posizione di predominio nella moda.
Che lo si indossi su un total black o, per le piú audaci, con le giuste fantasie in contrasto, l'animalier, nello specifico il leopardato, è quasi un neutro.
Si puó indossare un solo capo maculato o con un dettaglio dello stesso, oppure un accessorio, una ballerina, ... dipende dal vostro grado di sicurezza nel dosarlo.
Ci sono poche regole di base, che comunque con il tempo, e appunto la sicurezza,  possono anche essere superate.
Mantenere il resto dell'outfit minimal e in colori basici.
Scegliere capi di buona qualitá ed evitare, se non lo si sa usare bene, le stampe a grandi macchie (soprattutto se avete qualche chilo in piú...) per privilegiare la stampa a piccole macchie, quasi pois, che risultano sempre piú raffinate.
E che il leopardato sia con voi!

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