tutti noi, foglie d'autunno


Ungaretti quando paragonava gli uomini alle foglie d'autunno, parlava da una realtà di guerra.
Eppure oggi la stessa fragilità esiste anche senza guerra.
Per lo meno non quella di armi e invasioni coi carriarmati.
Ma ogni giorno, ogni santo giorno, è una guerra.
Per stare in piedi.
Per non perdersi.
Per riconoscersi.
Dobbiamo soffocarci, tacere, sorridere, reprimere. Vergognarsi dei nostri talenti, o sottoporre i nostri pensieri al giudizio altrui.
Lasciare che qualcuno dica al posto nostro se quello che facciamo ci rende meritevoli o meno di un titolo, una posizione. Un semplice stare nella società.
Siamo tutti le foglie di Ungaretti.
Siamo tutti fragili.
Ognuno di non vive l'invasione di un carroarmato invisibile.
Ognuno di noi piange al vedere il proprio ego stritolato da mani estranee.
E non occorre avere un ego grande per dover fare lo sforzo di proteggerlo.
Tutti dovremmo proteggerlo. E tutti dovremmo aiutare a proteggerlo chi non è abbastanza forte.
Io lo so che significa sentire il male degli altri addosso.
E non sono l'unica certo.
Solo che io lo grido con lo scrivere. A volte lo sbraito più che gridarlo e magari ottengo un effetto urtante, più che altro.
Comunque è una pugnalata ogni volta che le mie parole escono da queste righe storpiate o derise o come arma.
Io però, almeno, posso urlare col mio scrivere.
Perchè se, stanotte, a 24 anni decidi di toglierti la vita le possibilità sono due.
O non avevi un mezzo con cui gridare.
O hai gridato e ti hanno zittito.
E ora quella voce non ci sarà più e ci saranno orde di ipocriti a dare senso al tuo gesto al posto tuo.
Tanto Tu da stanotte non ci sei più.
Spero solo Tu non senta più nulla di quello che ti faceva così male da lasciarTi cadere.
C'eri ieri. Quando forse qualcuno ti ha detto che stai facendo delle puttanate.
C'eri ieri quando forse ti hanno detto che eri un buono a nulla.
Non sono bravi questi adulti che stanno qui a dirti, dirmi, dirci, cosa non va in te.
Dovrebbero dirti cosa va in te.
Cosa di buono c'è in te.
E perchè vale la pena vivere e lottare e sopportare a volte.
Sai. Siamo tutti foglie d'autunno.
Solo, hai ragione su di una cosa: se riusciamo a reggerci perchè oggi non c'è vento, non dovrebbe essere la superficialità a soffiare il suo giudizio.
Perchè cadiamo.
Tu sei caduto.
Forse non sono degna di parlare ai giovani e di insegnare ai giovani qualcosa.
Proprio perchè lo sono anche io.
Proprio perchè servono gli adulti a insegnarci qualcosa.
Ma allora, da giovane che poco conta, poco sa e poco ha da insegnare, volevo solo dirvelo, adulti che ci osservate.
Siamo foglie d'autunno.
Che siamo fragili lo sappiamo già. Lo vedete. Lo vediamo.
Almeno, non soffiate.
Perchè mentre noi siamo costretti a guardare con gli occhi bassi il terreno, Lui si è lasciato cadere.
Ricordateci che abbiamo il Cielo sopra.
Siamo foglie d'autunno.
E' un nulla cadere.




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