voglio giocare col mio mazzo di carte...



mentre leggi, ascolta questo.

oggi è rabbia.
così esce da me questo amore. dico vado a casa e cerco di avere un'espressione che comprenda porte, finestre, uscite di servizio. e mentre dici anch'io, vorrei dire no, casa è dove possiamo stare assieme.
vorrei prenderti le mani, tirarti verso terra, farti sedere di fronte a me, sul cemento bagnato, mentre piove, piove ogni volta che ci vediamo, le nostre macchine lì, parcheggiate sempre uguali, e dirti ecco! questa è casa.le nostre dita intrecciate sono casa.

mi guarderesti. gli occhi che cambiano colore non trattengono nulla, faccio esplodere la realtà ogni volta che mi guardi.
e se mi guardassi seduta sul cemento, sotto la pioggia, che ti tengo le mani lo vedresti: un sogno lunghissimo e immobile, come tutte le cose che stanno per accadere.
senza una sola parola farei rimbalzare sul cemento tutti i desideri. più sorriso che bocca, più sguardo che occhi. un sospiro può diventare una tempesta.

non ti alzare da qui. siamo a casa. io e te. dammi un mazzo di carte nuove, non costringermi a giocare per forza con le tue,con quelle degli altri, con i mazzi passati, con cui ha giocato qualcun altro. dammi un mazzo nuovo, lascia che sia io a mischiarlo, a giocare la mia partita.
tutta questa gente, tutte queste parole, vogliono mettermi paura, mentre io desidero solo giocare la mia partita senza il terrore di perderla.

però tu devi ogni volta andartene.
ed io resto ogni volta qui.
non so se mentre te ne vai, mentre me ne vado anch'io, ti accorgi che in realtà resto qui... e questo piazzale, questo cielo, questa pioggia quando tu non ci sei puzza improvvisamente di chiuso.

non so se queste mie gioie, malinconie, sospiri si rincorreranno per sempre, o se si spiegheranno ad uno ad uno. vorrei solo che tu ti accorgessi che non mi è indifferente quello che sarà e come sarà. come ora, quando il vuoto spazza via tutti i miei desideri, e la paura di non saperlo riempire si trasforma in rabbia.




 

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