Io, tipa da club

il 22 maggio 2013 tappa del Giro d'Italia a Vicenza. fervono i preparativi, quindi il comitato organizzatore indice stasera il primo seminario per le autorità, gli imprenditori, e poveri assessori allo sport come la sottoscritta.
al golf club.bon.
mi preparo senza troppe aspettative, stasera va per uno stile rock-boho-shabby-chic con frangia e capello mega stirato.
senza soffermarmi sul mio vagare nei colli tra i cinghiali e ballare coi lupi, perché mi sono persa, arrivo al parcheggio. ai piedi del colle dove sopra sta il golf club.
il parcheggiatore mi dice "aspetti signora (devo insistere con le creme antietá), la vengono a prendere con la macchina così non  prende la pioggia".
oh bene. esclamo io che sono entusiasta anche solo di non spezzare il grissino dentro la nutella.
mi chiedevo che macchina arrivasse.
magari un taxi.
un macchinone.
una limousine.
meglio.
di più.
il sogno, assieme alla "miniruspa", da quando sono bambina. la macchinetta del golf.
salgo e di nuovo io che son cretina dico:"CHE BELLO!!!!.
il guidate la suddetta mi guarda come se avessi parlato  con la voce di Satana.
eh.
perché con vento e acqua di tramontana, ovviamente quindi dalla parte mia, quelle macchinette lì ti fanno odiare di essere venuta al mondo.
con l'ombrello aperto ho sfidato le ire di Eolo. sfilacciandomi i muscoli delle braccia.
sono arrivata su con la capigliatura e il veleno della cubomedusa.
e, decisamente, il vino rosè dell'aperitivo era troppo poco nel bicchiere per riprendersi.
nb: la discesa me la sono fatta tutta a piedi senza pentimento.


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