PEZZI SENZA IMPRONTA




Pensavo, credevo e speravo di aver fatto le scelte giuste.
Sempre.
Pensavo che la felicità bastasse per farti allacciare le scarpe e iniziare a correre verso qualcosa.
Io ho corso.
Sempre.
Senza mai prendere fiato.
Sono inciampata, ho avuto freddo e sete, e paura.
Ma ho avuto anche tanta gioia.
Ho dato e creduto.
Poi è tornato a farsi spazio in me il presentimento che ci fosse un baratro.
Che la strada finisse, improvvisa.
E così succedeva ed è successo sempre.
Mai, e dico mai, in tempo da non caderci e rompermi tutte le ossa.
Eppure sono riuscita sempre a togliermi le scarpe.
Rimanere stesa a terra per tempi lunghissimi.
Paralizzata dal dolore e dalla delusione.
Ho toccato con le mani le mie stesse mani.
Solo per sentire se ero viva. Viva nella misura di sopravvivere.
Ho atteso che i pezzi si rimettessero assieme.
Ogni volta ne è uscita una me diversa.
Prova tu a romperti e ricomporti. Non tornerai mai più uguale a prima.
Ad ogni modo sono ripartita, camminando piano.
Fino a che dopo tanto camminare, scalza, lo trovavo di nuovo.
Il motivo che mi facesse riallacciare le scarpe e correre.
Il più delle volte sono caduta per non aver voluto rallentare.
Per non aver voluto vedere, durante il cammino, le parole che scolpivano i gesti.
Perchè è così.
I gesti parlano.
Le parole arrivano.
La testa dispone.
Il cuore ignora.
Impari a farlo se impari a conoscere la crudeltà della gente.
La crudeltà nelle loro parole.
I giudizi che strozzano la gola.
Così impari a non cogliere più nulla.
E a perdere le indicazioni importanti.
Dicono si chiami fiducia.
Dicono si perda la fiducia.
Fino a questa volta.
In cui mentre con le mani tocco le mie mani e mi manca il respiro.
Vorrei dire che ormai dovrei avere l'esperienza di ricompormi.
Ma non trovo dei pezzi.
Manca qualcosa.
Manca la mia essenza.
Manca quella sensazione di aver comunque fatto qualcosa di buono.
Manca l'abbraccio dell'aver fatto del bene.
Manca il profumo di aver reso qualcosa migliore di quello che era.
Ho guardato indietro.
Tutte le strade e tutte le cadute.
Mentre io porto i segni di ciascuna.
Mentre ciascuna mi ha cambiato.
Loro no.
Su nessuna di quelle strade e delle cadute è rimasta la forma del mio corpo.
Intero.
O a pezzi.
Nulla di me.
E allora perchè ricompormi e ricominciare a correre.
Se nemmeno qui rimarrà nulla della mia corsa.
















 

Commenti

  1. perchè se ti fermi non saprai mai cosa troverai al traguardo.
    c'è sempre un traguardo.
    è un po' come credere che alla fine dell'arcobaleno c'è il tesoro dei folletti.
    avrai il tuo tesoro personale.

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  2. Grazie Ila.... chissà che tra valigia e tesoro qualcosa lo rimedierò!!!!

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